FLUIDICITY

fluidicity, Kerb Magazine, Melbourne, 2009
procedura> Plasticity Fantasticity Concorso [in collaborazione con Enrico Tognoni ETAD]
PROGETTO FINALISTA
testo> Viviamo la città, diventeremo la città. La nostra aspirazione e il nostro specchio. Crescita frenetica, sviluppo incontrollato ci portano a un potenziale
futuro distopico, probabilmente una catastrofe climatica, un diluvio.
L’inondazione attraversa e penetra la nostra tecnologia; raccoglie, monta e si unisce. l’acqua diventa un fluido, un fluido tecnologico. Liquido e tecnologia si uniscono. una nuova sostanza.
Il fluido striscia, serpeggia e si insinua nella città. Tutte le persone e tutti gli edifici entrano in contatto con il fluido e si modificano in esso. La città diventa un’entità legata ai suoi abitanti: gli utenti.
Il fluido, come una protesi dell’uomo, lo lega a tutto e rendere l’uomo una parte della città. L’urbano si trasforma, come desiderio dell’uomo, lasciando l’omogeneità per l’identità individuale. Territori urbani cambiano la radice del proprio significato. che non deriva da culture, religioni o politica, ma dalle pratiche e dalle espressioni individuali. Tutto cambia, le persone, edifici, reti e lo spazio sociale. l’identità della città si sviluppa come un’identità individuale, trasformandosi ad ogni singola esigenza. La città cresce e cambia come espressione di ogni singolo utente. Non ci sono esigenze e priorità economiche, religiose o politiche. Ognuno è diverso e rende ogni città, e ogni parte diversa dall’altra.
pubblicazioni> Kerb 18, RMIT, Melbourne, 2010